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Shaka Naldur
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Castellón, Spain
May 2000 time: 06:18
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un experimento
Il Tuscolo, tre millenni e…
I Conti di Tuscolo
Efinalmente siamo arrivati a parlare di Marozia. La perfida, la cattivissima, la
corrotta, l’intrigante, l’ambiziosa, la diabolica Marozia. E chi più ne ha più
ne metta. Tutte le fonti concordano e convengono nel descriverla a fosche tinte,
che più nere e più fosche non si potrebbe. Mi ricorda quei cuscinetti in uso alle
sarte, che servono a radunare e conservare gli spilli: appena capita loro uno spillo
del quale non sanno che fare, subito per non pungersi le dita, lo infilano con
movimento rapido nel cuscinetto porta-spilli, che così diventa come il dorso di
un riccio. Oppure come il bersaglio di paglia nelle gare di tiro con l’arco: tutti gli
tirano addosso le frecce cercando di fare centro. Tanto lui è di paglia, se le prende
tutte, e gli arcieri fanno una tal bella figura…
Gli storici, almeno in questo caso, mi sembra che abbiano
agito come le sarte e come gli arcieri. E noi, poveri
posteri, abituati alla limpidezza ed alla cristallina trasparenza
della politica mondiale ed in particolare a quella
italiana dei secoli passati (ed a quella presente) arricciamo
il naso, sgraniamo gli occhi e, dopo aver porto
attento orecchio, non possiamo frenare un casto
ooooohhhh di meraviglia. Dimentichi di ciò che leggiamo
nei giornali; di gente che dopo aver ammazzato
qualcuno, se ne va a spasso dopo qualche giorno di arresti
domiciliari. Dimentichi dei furti, delle rapine, delle
estorsioni, dei pizzi, di tangentopoli, dei contenitori
lasciati al sole, delle pensioni d’oro, dei rapimenti a scopo
di estorsione o col successivo avvio alla prostituzione
e relativo sfruttamento; dimentichi di tutto questo e di
molto altro ancora, quando si tratta di Marozia vogliamo
essere noi pronti a gettare la nostra pietruzza affinché
vada ad unirsi al grosso mucchio che già opprime quella
lontana storia? Gli astronomi, dopo secoli che si
affannavano ad osservare la luna, prima ad occhio nudo
e poi con cannocchiali sempre più potenti, l’avevano guardata tanto attentamente
che gli sembrava di conoscerla come le loro tasche. Ma venne il giorno che una
piccola navicella spaziale le girò intorno e ci mandò le foto dell’altra faccia.
Ebbene, noi vorremmo fare lo stesso, non prima però, di aver attentamente letto
cosa abbiano scritto gli storici sull’argomento in tutti questi secoli. Gireremo poi
intorno a Marozia, a cavallo della nostra penna, per osservarla meglio anche dall’altra
parte, armati della nostra esperienza di uomini liberi e moderni, con la
mente sgombra da pregiudizi, col distacco che ci consentono i secoli passati e
con l’aderenza alla realtà che è propria di un’analisi serena. Ebbene, Marozia,
figlia di Teofilatto e di Teodora, donna bellissima, intelligente, spregiudicata ed
avida di potere, va in sposa ad Alberico la cui storia è stata narrata nel capitolo
precedente. Abbiamo visto che fine abbia fatto quel signore coraggioso ma
imprudente. Marozia ne rimase vedova, giovane, bella ed evidentemente molto
consolabile. Insieme ad Alberico suo marito era entrata nell’ambiente della Roma
che conta del suo tempo. Insieme a lui ne era assurta addirittura al governo, cosa
questa che pur essendo costata la testa al consorte, le aveva dato l’ebbrezza del
comando. Il ricordo ed il piacere di tale ebbrezza non dovevano più abbandonarla
e le condussero per mano l’intera vita spingendola alle azioni più audaci che
ne segnarono tutta l’esistenza.
Inseguendo, quindi, il suo sogno di potenza, Marozia andò sposa in seconde nozze
al marchese Guido di Toscana, che era uno dei più importanti feudatari del suo
tempo.
Sarebbe potuta stare tranquilla accanto al suo nuovo marito, ricco ed importante,
ma il suo carattere la spingeva a nuovi sogni di potenza e di potere. Nella vita,
credo, i grandi dolori ed i grandi drammi, come la morte e le grosse malattie, ci
vengono incontro e non possiamo far nulla contro di loro; ma le piccole malattie
e le normali grane della vita ce le tiriamo addosso quasi sempre da soli.
Se qualcuno si ricorda il titolo di queste povere righe, era il Tuscolo, tre millenni
e… la «magistra vitae». Ebbene Marozia aveva forse tratto esperienza da tale
maestra? Si era ricordata che il suo primo marito, bello, giovane, forte e coraggioso,
era morto per aver troppo osato? Macché! Marito nuovo, sogni di potenza
nuovi. Anzi vecchi. Cominciò, o meglio, ricominciò a spadroneggiare in Roma.
Il Papa Giovanni X, che era il vincitore della battaglia del Garigliano, in quest’impresa
fortemente aiutato dal primo marito di Marozia, vedendo che questa,
insieme al secondo marito, ricominciava ad avvicinarsi troppo al potere, cercò di
ostacolarla. Quel papa, che la conosceva piuttosto bene, ne temeva l’ambizione e
non voleva che, attraverso il suo secondo matrimonio, vi fosse un rafforzamento
di quell’aristocrazia romana che da sempre era tesa al governo di Roma. Egli al
contrario voleva rafforzare l’autorità della Chiesa (leggi la propria) ed a tal fine
cercò di allearsi con Ugo di Provenza, fratellastro di Guido di Toscana che era
appunto il marito di Marozia. Cominciò con lo spedirgli alcuni ambasciatori che
lo incontrarono a Pisa. Poi egli stesso andò a trovarlo a Mantova e concluse con
lui un trattato. È probabile che papa Giovanni X gli offrisse la corona d’Italia e
che Ugo si obbligasse, in cambio, a liberarlo dai suoi nemici, primi fra tutti
Marozia ed il marito Guido di Toscana. Tuttavia i contatti dei suoi legati, il viaggio
di lui stesso e tutti i negoziati ed accordi che ne seguirono, furono messi nel
nulla dal notevolissimo potere che Marozia esercitava in Roma, sia sulla classe
nobile che sul popolo minuto. Ella, anzi, proprio in quel periodo stava accentuando
la sua influenza su Roma, ed appena comprese che lo scopo dei contatti
del papa con Ugo di Provenza era proprio quello di colpire
lei ed il marito, cercò di rafforzare ulteriormente la
sua posizione facendo affluire, in città, soldatesche a lei
fedeli.
Nel frattempo, il pontefice era tornato a Roma senza
essere riuscito a creare un asse politico-militare contro il
patriziato romano che, di fatto, lo aveva quasi spodestato
dal governo dell’Urbe. I successivi due anni furono
travagliati da tumulti ed egli stesso si sentiva minacciato
dai suoi nemici, prima fra tutti Marozia che voleva
fortemente raggiungere il vertice del governo di Roma.
Essa, quindi, ruppe gli indugi e temendo che il papa cercasse
di nuovo di accordarsi con qualcuno per rafforzare
il suo potere, prevenne ogni sua mossa e fece attaccare
dalle sue milizie il Palazzo Lateranense, residenza del
pontefice. Una volta all’interno, gli armati raggiunsero
le stanze private del papa e lo arrestarono trascinandolo
in catene a Castel S. Angelo. Il popolo era favorevole
che il governo cambiasse di mano ed era favorevole
anche che cambiassero i papi, che in quel periodo, ci
dicono gli storici, non erano degni della loro tiara,
essendo assurti al Soglio di Pietro nei modi più avventurosi e meno cristiani. La
plebe inoltre sembra vagheggiasse un nuovo saccheggio al Laterano, e per questo
assecondò quel rivolgimento. Era l’anno 928 e gli storici affermano che questi
avvenimenti accaddero nel mese di giugno. Papa Giovanni X restò per un
anno nella sua cella angusta di Castel S. Angelo e vi fu lasciato morire di fame.
Così finì Papa Giovanni X e Marozia, l’ambiziosa e corrotta senatrice di Roma,
divenne finalmente arbitra incontrastata del Soglio Pontificio, nonché del governo
dell’Urbe. Da questo momento alcuni papi saranno eletti, ma sarebbe forse
meglio dire nominati, da Marozia, che ormai poteva disporre a suo piacimento
del potere in Roma. Leone VI fu il primo della serie e fu completamente alle
dipendenze della spregiudicata senatrice romana.
Riuscì a stare sul seggio di Pietro solo dal maggio al dicembre 928, mentre il suo
predecessore languiva in carcere.
A questo punto è appena il caso di sottolineare che, per alcuni mesi, vi furono
due papi: uno dentro e l’altro fuori. Ah! Meglio non aprire il vaso di Pandora delle
considerazioni. Torniamo a Marozia. Ella era, ormai, al di fuori e al di sopra
di ogni legge. Impone un altro papa: Stefano VII che regnò per poco più di due
anni. Sia questo che il precedente non lasciarono segni di qualche importanza del
loro passaggio. Erano stati semplicemente posti da Marozia sul Soglio di Pietro
al fine che ella potesse gestire, con la più completa libertà di azione, il governo
di Roma.
Ma il capolavoro dell’attivissima e spregiudicata signora, fu quello di far nominare
papa il proprio figlio che prese il nome di Giovanni XI. Marozia madre del
papa! Chi la ferma più? Ella era di diritto l’autorità più alta della città di Roma;
di fatto, la più alta della chiesa. La storia ci narra che il padre di Giovanni XI fosse
il Papa Sergio III, che non risulta essere stato il marito di Marozia. Bah!
«mater semper certa est, pater unquam!».
Il potere della «senatrice» non ha più limiti: in una mano Roma; nell’altra il
papato.
Il secondo marito, il povero Guido di Toscana, pensò bene, in quei giorni, di passare
a «miglior vita». E non c’è da fare uno sforzo di immaginazione se la vita
nel mondo dei più fosse migliore di quella che aveva trascorso, fino allora, a fianco
di una simile moglie.
Marozia, appena rimase vedova, asciugate in fretta le lacrime, non perse tempo
e, con fulminea audacia, si offrì sposa ad Ugo, Re d’Italia; cioè al fratellastro del
suo secondo marito defunto da poco. Da notare che le leggi canoniche della chiesa
vietavano, a quel tempo, il matrimonio fra cognati.
Ma per Marozia….
(continua)
Massimo Medici
(parte IV)
Marozia
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Shaka Naldur
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Castellón, Spain
May 2000 time: 06:18
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muchas gracias a todos
how did you find so many links about her prom??
i used the coppernicus and I just found the ones that Waku told me,
is a famous person in italy??
all the good information that I find about her is in italian, and the only books i´ve found in italian also
do you know any good translator??
I´m able to read a short sentence in italian, but a book is really hard for me
muchas gracias fiera, si q me va a hacer falta informacion sobre la ciudad, y eso de q salga atenas esta bien asi puedo cambiar de escenarios, y ambientar en otras ciudades,
he movilizado a un par de amigso q hacen historia para q me miren informacion, les pedire q me saquen el libro
todavia no he empezado nada pero ya tengo clara algunas escenas claves del libro, y ahora en fallas hare un esquema aproximado,
un pregunta, q os gusta mas,
el estilo en mi primera persona o en tercera??
se les puede sacar diferente jugo a los dos, aunque en primera persona no he escrito nada todavia
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Prometeus
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of Old Europe - "In America we don't trust"
Jun 2000 time: 06:18
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quote: Originally posted by Fiera
La "pornocracia", jeje... no irás a escribir una novela erótica en vez de una histórica?
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Non scherzare, Fiera ... E' tutto vero, purtroppo... 
She caused a lot of damage to Papacy prestige aiding his own family - and loving popes . Marozia, ah, che maiala vacca!!!!
quote: Originally posted by Shaka Naldur
how did you find so many links about her prom??
i used the coppernicus and I just found the ones that Waku told me,
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Me too, but my Copernicus is setted for searching on Italian Web, and Marozia is a lot famous here in Italy. 
Anyway, there was a short biography page in english on that links, too.
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